A pochi giorni da Ravenna-Spezia, il collega Fabio Bernardini de La Nazione ha intervistato l’ex aquilotto Ondřej Herzán.
Il ceco, ora collaboratore tecnico all’FK Pardubice, fu protagonisti al ‘Benelli’ nel 2011 quando sigló la rete che permise ai bianchi di imporsi sui romagnoli.
DALLA B ALLA D
Herzan, a suo tempo, fece una scelta di cuore: “Avevo 26 anni, La Spezia e lo Spezia per me erano molto importanti, nonostante la triplice retrocessione dalla Serie B alla D decisi di tornare nel club. Ho sposato il progetto della nuova società, credetti fermamente di diventare una bandiera, furono anni bellissimi”.
LA RETE AL ‘BENELLI’
L’ex centrocampista ricorda perfettamente la rete con cui stese il Ravenna: “I ricordi dello Spezia sono ancora tutti vivi. Rammento che non stavamo andando bene in campionato, pur essendo una squadra molto forte. Nel girone di ritorno la società decise di cambiare allenatore, optò per il ritorno di D’Adderio. Quella di Ravenna fu la seconda partita della sua gestione, mi diede fiducia e io lo ripagai con un gol di vitale importanza: approfittai di un retropassaggio errato di un avversario e solo davanti al portiere riuscii a segnare. Rammento che avevo il ‘turbante’ in testa perché, in precedenza, un colpo mi procurò una ferita. Fu un successo salutare che ci permise di ritornare in una classifica migliore”.
FIDUCIA PER IL BIG MATCH
Secondo Herzan, i bianchi hanno i requisiti per poter fare l’impresa in terra romagnola: “Se lo Spezia riuscirà a giocare al massimo delle sue potenzialità, senza commettere errori, potrà fare un altro grande passo in avanti staccandosi dalle squadre che inseguono. Le Aquile potranno vincere, bissando 15 anni dopo quel successo che porta la mia firma, lo auguriamo tutti. Credo che Turati sarà molto bravo a preparare al meglio la partita per andare in Romagna a vincere, la spavalderia e la spregiudicatezza della gioventù possono fare la differenza anche di fronte a una squadra esperta qual è il Ravenna. Anche perché credo che sarà il Ravenna a essere più sotto pressione”.
PICCO DA ALTRE CATEGORIA
Un ruolo chiave nella stagione dei liguri potrebbe averlo il ‘Picco’: “Avere in media 8500-9000 spettatori allo stadio trasmette identità ai giocatori, i ragazzi in questo modo capiscono il significato di giocare per un popolo che vive per questi colori”.
IL TRAGUARDO DEI 120 ANNI
Infine Herzan ha rivolto un pensiero al traguardo dei 120 anni festeggiato lo scorso sabato dal club di Via Melara: “Sono felice di aver fatto parte di un club storico e glorioso come lo Spezia. Sono sempre molto affezionato ai colori bianchi, sentirmi chiamare ‘bandiera’ mi emoziona. Ho scelto di tornare in base al mio carattere, ho sempre cercato di dare il massimo per il club, mi sentivo uno spezzino. Ero molto felice per la gente quando riuscimmo a salire in Prima divisione nel 2010, da lontano sono stato contentissimo per la promozione in Serie A del 2020, molto dispiaciuto per la retrocessione dell’anno scorso. Ho ricordi bellissimi di Spezia, due anni fa tornai a visitare il Picco e il Ferdeghini”.


