Nella settimana che porterà al big mach tra Ravenna e Spezia, il collega Francesco Busoni ha intervistato per Il Secolo XIX un grande doppio ex della gara.
Si tratta di Hugo Daniel Rubini. L’argentino ha difeso la porta delle Aquile dal 1999 al 2006 collezionando oltre 150 presenze mentre in Romagna ha giocato dal 1996 al 1998.
I 120 ANNI
Rubini è tornato sulla cerimonia per i 120 anni del club ligure, a cui ha preso parte come ospite: “E’ stata un’emozione fortissima. Dopo vent’anni qualcosa si dimentica, ma entrare in campo e sentire il coro in mio nome mi ha fatto tornare indietro nel tempo. Aver lasciato una traccia in questa storia e un ricordo nella gente è una delle cose più belle che mi siano successe nella vita. E’ la squadra in cui ho giocato più a lungo, con cui ho vinto di più”.
PIACEVOLE RIMPATRIATA
La festa per i 120 anni di Spezia è stata un’occasione anche per ricontrare alcuni vecchi compagni: “Avevo giocato con Alan Carlet e poi ho rivisto, dopo tanto tempo, Alberto Boggio. Quelli più grandi di noi dicevano ‘che emozione forte’. E’ stata una carezza all’anima da parte dello Spezia. Dobbiamo essere grati alla società, perché ci ha fatto un regalo davvero grande”.
VERSO IL BIG MATCH
L’ex portiere si è concentrato anche sull’imminente sfida del ‘Benelli’: “Del Ravenna non ho visto partite, ma ha cominciato bene, proprio come lo Spezia. Sarà una bellissima gara. Mi viene in mente la stagione 1999-00, quando Alessandria e Spezia si giocarono il campionato: erano due corazzate. Lo Spezia ha le carte in regola per fare un’ottima partita anche a Ravenna: lo ha già dimostrato sui campi difficili, raccogliendo punti dappertutto”.
AMBIENTE CALDO
Secondo Rubini le Aquile saranno accolte da un ‘Benelli’ ardente: “A Ravenna ho giocato per due anni, in Serie B. Era uno stadio caldo, sempre pieno di gente. Il rito spezzino è sicuramente più caldo, ma anche quello ravennate non è da meno. Sono quasi sicuro che lo stadio sarà pieno e Mandorlini contribuirà a creare quella bolgia con delle dichiarazioni”.
IL TIFO AQUILOTTO
L’argentino conserva un ottimo ricordo del tifo aquilotto: “Il tifo dello Spezia mi ricorda quello argentino. Tra tutte le squadre in cui ho giocato, quella spezzina è la piazza con il tifo migliore, anche nei momenti difficili. E’ un pubblico che sta vicino ai calciatori, almeno a quelli che sono professionisti seri”.
IL PARERE SUI BIANCHI
Rubini ha poi espresso il proprio pensiero sul team di Turati: “E’ una squadra giovane, formata da ragazzi volenterosi e con tanta fame. L’allenatore è riuscito a imporre la propria mentalità e il proprio stile di gioco. Pur essendo composta da tanti calciatori nuovi, dall’esterno sembra una squadra che gioca insieme da due o tre anni. E’ merito del lavoro di tutto lo staff, che ha trasmesso le idee del mister”.
CAPOMAGGIO FIGURA CHIAVE
Secondo l’ex aquilotto un ruolo chiave nella rosa dello Spezia lo ha Capomaggio: “E’ arrivato da poco, ma ha una grande personalità: è il burattinaio che muove i fili della squadra. Mi piace anche Joselito, secondo me molto bravo. Ci sono tanti calciatoricon i piedi buoni, ma a fare la differenza è soprattutto il gruppo. Significa che tutti remano nella stessa direzione e che anche ci subentra dà tutto”.
COSTRUZIONE DAL BASSO
Infine, è arrivato un commento sulla costruzione dal basso, ormai adoperata da tantissimi club: “Quando giocavo io ci chiedevano di lanciare lungo e pedalare. Oggi ai portieri viene chiesto di partecipare alla costruzione. Fino a poco tempo fa li allenavo e chiedevo anch’io ai ragazzi di giocare così: bisogna aggiornarsi. E’ un modo di interpretare il ruolo che comporta rischi, perché quando sbagli nessuno può salvarti, ma lo Spezia sta gestendo bene questo aspetto, anche grazie all’esperienza del suo portiere”.


