Mezz’ora di emozioni intense per celebrare i 120 anni dello Spezia Calcio. Lo stadio Alberto Picco si è trasformato ieri sera in un palcoscenico di ricordi, musica e passione nel prepartita della sfida contro il Gubbio. Alle 19:00, come racconta Max Guerra sulle pagine de Il Secolo XIX, le luci si sono abbassate e lo speaker Federico La Valle ha dato il via a una cerimonia pensata per rendere omaggio alla storia del club e ai suoi protagonisti.
La sfilata delle vecchie glorie
Due ali di giovani calciatori del vivaio aquilotto hanno accompagnato l’ingresso delle vecchie glorie per una speciale walk of fame in bianco, con il numero 120 stampato sulla schiena. Il primo a scendere sul terreno di gioco è stato Marco Gorzegno, seguito da Sergio Ferretti, Andrea Stabile, Antonino Ragusa, Alan Carlet, Hugo Rubini, Gian Paolo Bonanni, Felice Evacuo, Francesco Fazio, Nunzio Lazzaro, Corrado Colombo e Andrea Telesio.
A ciascuno è stato affidato un tassello del puzzle con il numero “120”, composto al centrocampo prima che gli ex aquilotti si disponessero in un simbolico 4-4-2. Un’immagine capace di riunire idealmente generazioni diverse, legate dalla stessa maglia.
Dal 1906 al 2026, il viaggio nella storia bianca
Il buio è tornato a illuminarsi grazie al video celebrativo proiettato sul maxi-schermo. Le immagini in bianco e nero delle origini hanno ripercorso le tappe più significative dello Spezia, dalla Serie C alla Serie B fino alla Serie A. A chiudere il filmato, le immagini a colori di Pio Esposito, che ha inviato un videomessaggio di auguri per l’anniversario.
Fuochi d’artificio e musica: il Picco diventa un palcoscenico
Lo spettacolo è proseguito con i fuochi d’artificio ai piedi della Ferrovia e con le esibizioni musicali. Sul palco sono saliti i modenesi Malvax, con La Spezia, brano indie-pop diventato quasi inconsapevolmente un inno per il pubblico del Golfo. Poi è stato il turno del cantautore e rapper spezzino Millelire, con la sua personale dedica agli aquilotti, Siamo noi.
Aumentando ulteriormente il ritmo ci ha pensato Braska, figlia del supertifoso Giuliano Cerasoli e tifosissima dello Spezia, accompagnata da un corpo di ballo di Recco. Le sue esibizioni hanno acceso il pubblico, preparando il terreno al momento più atteso della serata.
“O Bela Spèza”, le lacrime e l’abbraccio della Ferrovia
Il gran finale ha avuto come protagonista Simi Bianchi, la special guest star annunciata nella scaletta. Sotto la curva ha intonato insieme agli altri musicisti “O Bela Spèza”, subito raccolta dalla Ferrovia e cantata a gran voce da tutto lo stadio. Un motivo che attraversa la storia del club e che, per qualche minuto, ha unito passato e presente in un’unica voce.
Lacrime, applausi e brividi hanno accompagnato l’ultimo saluto alle vecchie glorie, che hanno compiuto a piedi il giro del campo prima di lasciare il prato. Così si è chiusa la celebrazione dei 120 anni dello Spezia, lasciando spazio al riscaldamento e all’ingresso delle squadre.
Ad accoglierle, una splendida scenografia in Ferrovia con lo striscione “Questo è amore disperato”, sulle note di Nada, prima dell’inno di Borghetti Non siete soli. Un canto rimasto sospeso nell’aria per qualche secondo dopo il fischio d’inizio: il segno di una passione che, dopo 120 anni, continua a vivere sugli spalti del Picco.


