Il campionato è ancora lungo e la squadra costruita dal direttore tecnico Guido Angelozzi è giovane e profondamente rinnovata. Tuttavia, il rendimento delle prime giornate autorizza a guardare al futuro con ambizione e a riscoprire paragoni con alcune delle formazioni più memorabili della storia aquilotta.
I tifosi bianchi hanno accolto con entusiasmo la filosofia di Angelozzi, che ha ricordato come «i sogni sono una delle cose più belle della vita». E i numeri, almeno per il momento come spiega bene oggi il collega Fabio Bernardini sulle pagine de La Nazione, alimentano le aspettative: lo Spezia è capolista solitario con 19 punti, frutto di sei vittorie e un pareggio. La formazione di mister Marco Turati vanta inoltre il miglior attacco del torneo, con 14 reti realizzate, e la seconda migliore difesa, con appena quattro gol incassati. Un avvio di stagione che riporta alla memoria imprese del passato e che permette di guardare con fiducia al prosieguo del campionato, pur nella consapevolezza delle difficoltà che attendono una squadra ancora in fase di consolidamento.
Il precedente del 2005: lo Spezia di Soda in vetta
Per ritrovare le Aquile da sole al comando della classifica a questo punto della stagione bisogna tornare al 9 ottobre 2005, quando la squadra allenata da Antonio Soda, alla settima giornata del campionato di Serie C1, superò il Pavia per 4-0 allo stadio “Alberto Picco“.
A firmare il successo furono Guidetti, Pelatti, Padoin e Guariniello. Una vittoria che permise ai bianchi di staccare il Monza, fino ad allora co-capolista, fermato sull’1-1 sul campo del Teramo. A distanza di 21 anni, lo Spezia di Turati si ritrova nuovamente in vetta in solitaria, facendo persino meglio della formazione di Soda, che aveva raccolto due pareggi e cinque vittorie nelle prime sette giornate. Il Gruppo attuale ha infatti conquistato due punti in più rispetto a quello del 2005. Un confronto che va comunque contestualizzato: la Serie C1 di vent’anni fa presentava, sul piano tecnico, caratteristiche e un livello competitivo differenti rispetto all’attuale campionato.
Il ricordo del centenario e i corsi e ricorsi della storia
Quella squadra guidata da Soda avrebbe poi conquistato il campionato con 63 punti, chiudendo davanti a Genoa e Monza, entrambe distanziate di sette lunghezze. Un successo arrivato in un’annata speciale, durante le celebrazioni per il centenario del Club di via Melara.
Anche il presente si intreccia con una ricorrenza significativa: il prossimo 10 ottobre lo Spezia festeggerà infatti il 120° anniversario della propria fondazione. Una coincidenza che rende ancora più suggestivo il parallelo tra due stagioni separate da oltre due decenni, entrambe caratterizzate da un avvio particolarmente promettente.
Sei vittorie consecutive: il record degli Invincibili di Mandorlini
Il cammino di Turati e dei suoi ragazzi ha già permesso di eguagliare un traguardo che mancava da molto tempo. Per ritrovare uno Spezia capace di infilare sei successi consecutivi in campionato occorre infatti risalire alla stagione 1999-2000, quella degli “Invincibili”di Andrea Mandorliniin Serie C2.
Tra il 31 ottobre e il 5 dicembre 1999, la formazione aquilotta riuscì a imporsi consecutivamente contro Meda (3-1), Viareggio (0-1), Imperia (2-1), Pro Vercelli (2-1), Pro Sesto (0-2) e Mantova (1-0). Una striscia memorabile, entrata nella storia del club e diventata un riferimento per le generazioni successive di tifosi.
Anche nel 1955-56 sei successi di fila
Un altro precedente di rilievo risale al campionato 1955-56, quando lo Spezia allenato da Sergio Bertoni, impegnato in IV Divisione, riuscì a conquistare sei vittorie consecutive contro Pontedera, Massese, Poggibonsi, Vigor Senigallia, Jesi e Lucchese.
Un ulteriore capitolo di una storia ricca di imprese e traguardi, che oggi torna d’attualità grazie alla squadra di mister Marco Turati. Il campionato resta tutto da giocare, ma il presente delle Aquile offre già motivi concreti per sognare e per guardare con orgoglio alle grandi formazioni che hanno scritto il passato dello Spezia.


