“Il Galo” lidér dello Spezia: «La fame è tanta, voglio conquistare nuovi traguardi»

Capomaggio si racconta a Radio Picco: dalla Promozione calabrese alla fascia di vicecapitano delle Aquile, passando per il rapporto con Turati, la fiducia di Angelozzi e l’entusiasmo del pubblico del Picco

«Siamo partiti nel modo migliore, stiamo acquisendo nuove consapevolezze giorno dopo giorno e vogliamo proseguire su questa strada, perché sappiamo che il campionato è ancora molto lungo».

Galo Capomaggio esordisce così ai microfoni di Nicolò Pasta, ospite del programma radiofonico Radio Picco, in onda sulle frequenze di RLV – La Radio a Colori. Il centrocampista argentino è già diventato un punto di riferimento per lo Spezia, grazie a un mix di dinamismo, fisicità, leadership, capacità di proteggere la difesa e fiuto del gol.

Un vero e proprio líder máximo, tanto da meritare anche i gradi di vicecapitano, alle spalle del centravanti Simone Mazzocchi, abituale detentore della fascia al braccio sinistro. L’inserimento nel gruppo è stato rapido e positivo: «Mi sono ambientato benissimo. Fin dal primo giorno i compagni mi hanno accolto nel migliore dei modi e, con il passare degli allenamenti, tutto è diventato più semplice, soprattutto per quanto riguarda le richieste del mister. Il ritmo è alto, ma sta andando tutto molto bene».

Dalla Promozione calabrese alla maglia delle Aquile

Come vi avevamo raccontato proprio su queste pagine la storia di Capomaggio è quella di un calciatore che ha costruito la propria carriera passo dopo passo, senza scorciatoie facendosi sul serio la gavetta. Arrivato in Italia dall’Argentina a 21 anni, spinto anche dalle proprie origini familiari, ha iniziato dalla Promozione, riuscendo a scalare progressivamente le categorie fino a raggiungere una piazza prestigiosa come Spezia.

«Ho lasciato l’Argentina perché volevo venire in Italia, anche per le origini italiane dei miei antenati. Sono partito dalla Promozione e, poco alla volta, ho raggiunto categorie sempre più importanti. Tutto quello che ho ottenuto me lo sono guadagnato lavorando duramente. Ho sempre avuto il desiderio di costruire una carriera significativa e, nel tempo, sono arrivate anche le soddisfazioni. Ma ogni stagione porta nuovi obiettivi, nuove categorie e nuovi palcoscenici da raggiungere. La fame e la voglia non mi mancano e continuo a dare il massimo per andare avanti».

«Le categorie superiori voglio conquistarle sul campo»

Una crescita costante che, tuttavia, non ha ancora portato Capomaggio a ricevere una chiamata da una categoria superiore. Una situazione che il centrocampista affronta con ironia e determinazione, convinto di poter meritare nuove opportunità attraverso le proprie prestazioni.

«Perché gioco ancora in Serie C? Questo non dovete chiederlo a me», risponde sorridendo. «Non ho ricevuto proposte da categorie superiori e sto cercando di arrivarci attraverso il campo. Se non arrivano chiamate, voglio guadagnarmi da solo quelle opportunità».

La scelta dello Spezia è stata ponderata attentamente, valutando ogni aspetto del progetto. «È stata una chiamata importante. Prima di accettare ho analizzato tutto a 360 gradi e sono rimasto convinto sotto ogni punto di vista, sia per il progetto calcistico sia per la storia della società. Lo Spezia è una piazza che non ha bisogno di presentazioni, con un grande allenatore e un direttore sportivo che mi ha trasmesso una carica enorme».

La stima di Angelozzi e il legame con Raffaele

Capomaggio ha poi commentato le parole di Guido Angelozzi, che aveva dichiarato di volerlo acquistare già da diversi anni. Un attestato di stima particolarmente apprezzato dal calciatore. «Quando una persona che ha costruito una carriera come la sua si esprime in questi termini nei tuoi confronti, non puoi che esserne felice. Per me è una dimostrazione di fiducia molto importante».

Un altro allenatore che ha lasciato un segno profondo nel suo percorso è Giuseppe Raffaele, con il quale ha condiviso due anni e mezzo all’Audace Cerignola. Il tecnico ha spesso indicato nella mentalità uno dei principali punti di forza del centrocampista.

«Considerando la mia storia e il percorso che ho affrontato, è evidente che non sia stato tutto facile. Credo che questo dimostri quanto sia importante l’aspetto mentale: non sono mai mancati l’impegno e la chiarezza dei miei obiettivi. Ringrazio il mister per le sue parole. Insieme abbiamo vissuto due anni e mezzo bellissimi e costruito un rapporto che va oltre quello tra allenatore e giocatore».

Capomaggio ricorda in particolare il momento in cui Raffaele arrivò a Cerignola, trovandolo in una fase delicata della carriera: «Mi trasmise immediatamente grande fiducia. Abbiamo disputato due campionati straordinari, sfiorando la vittoria. Quando ho saputo dell’interessamento dello Spezia, l’ho chiamato perché per me il suo parere conta molto».

Una famiglia di calciatori e il consiglio del fratello Thiago

Il calcio è una passione condivisa anche in famiglia. Galo è infatti il terzo di sei fratelli e non è l’unico ad aver scelto la strada del pallone. «Siamo in tre a giocare a calcio. Ho due sorelle e un altro fratello: siamo tutti in Italia, tranne una delle mie sorelle che è rimasta in Argentina».

Tra i familiari che hanno contribuito alla sua scelta c’è anche Thiago, che ha avuto Marco Turati come allenatore a Siracusa. Proprio il fratello gli aveva raccontato il metodo di lavoro del tecnico e del suo staff. «Mi aveva spiegato come lavoravano lui e i suoi collaboratori, sottolineando quanta attenzione dedicassero al campo. Mi ero informato soprattutto su questo aspetto e devo dire che le impressioni erano corrette: qui si lavora davvero molto bene».

Turati, attenzione ai dettagli e preparazione meticolosa

Il giudizio sul tecnico spezzino è decisamente positivo. Capomaggio apprezza soprattutto la cura dei particolari e la capacità di preparare la squadra alle partite, trasmettendo ai giocatori le indicazioni necessarie per affrontare ogni avversario. «Durante gli allenamenti non gli sfugge nulla. È attento a ogni dettaglio e ci porta alla partita con la massima concentrazione, facendo in modo che sappiamo esattamente cosa dobbiamo fare per conquistare i tre punti».

L’entusiasmo della città e il calore del Picco

Anche il rapporto con la città sta diventando sempre più stretto. «La città mi piace molto e, anche se non ho ancora avuto tanto tempo libero, ogni giorno scopro qualcosa di nuovo. Viviamo l’entusiasmo della gente con serenità: è una spinta supplementare, soprattutto quando giochiamo in casa e sentiamo tutto il loro sostegno. Già durante il riscaldamento, vedere la curva piena è qualcosa di bellissimo».

Trasferte senza tifosi: «Una penalizzazione per noi»

Il divieto di trasferta imposto ai sostenitori aquilotti in diverse occasioni rappresenta un dispiacere anche per la squadra di Marco Turati, che sente la mancanza del proprio pubblico lontano da casa. «Ci dispiace tantissimo. Quest’anno, purtroppo, in quasi tutte le trasferte è stato impedito ai nostri tifosi di seguirci e questo è sicuramente un elemento che ci penalizza. Noi, però, cerchiamo di affrontare le partite esterne con lo stesso atteggiamento che abbiamo al Picco, provando sempre a vincere senza fare calcoli».

calciospezia.it
Seguici su
Aggiungi calciospezia.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.
★ Aggiungici
Subscribe
Notificami

0 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati

Articoli correlati

Trasferta vietata ai tifosi dello Spezia. Sono 583 i biglietti venduti nei settori di casa...
Allenamento dell'anti vigilia di gara per le Aquile, mentre nel pomeriggio mister Marco Turati prenderà...
L'esterno dello Spezia non figurava neanche in panchina con la selezione maltese che domenica torna...

Altre notizie