Dopo un inizio di stagione difficile, Adam Nagy è tornato a mostrare tutto il suo valore. Il centrocampista ungherese, un “fedelissimo“ Luca D’Angelo, ha offerto due prestazioni di alto livello consecutive: prima nella gara interna contro il Cesena, dove nonostante la sconfitta è stato tra i migliori in campo, poi nella vittoria esterna al “Partenio” di Avellino, in cui ha brillato per intensità, lucidità e leadership.
Proprio nella sfida contro gli irpini, Nagy è risultato migliore in campo insieme a Salvatore Esposito, firmando anche l’assist decisivo per Aurelio, autore del gol che ha sbloccato l’incontro. Una prova che ha confermato la sua importanza nello scacchiere tattico di D’Angelo e il suo ritorno ai livelli che lo avevano contraddistinto negli anni passati.
Il trentenne di Budapest, legato al club ligure con un contratto fino al 2027 dopo il riscatto estivo dal Pisa per 1,3 milioni di euro, ha raggiunto proprio ad Avellino un traguardo significativo: 60 presenze ufficiali con la maglia dello Spezia. Un numero che testimonia la sua continuità e il suo ruolo centrale nel progetto bianconero.
Nella sua carriera, Nagy vanta ora 140 presenze in Serie B (includendo anche i playoff), con quattro assist totali nel torneo cadetto. Il suo curriculum è ricco anche di esperienze di alto livello: 51 gare in Serie A con una rete e un assist, 11 presenze in Coppa Italia, e un lungo passato in Inghilterra, dove ha disputato 54 incontri in Championship con tre gol e quattro assist, oltre a quattro apparizioni in FA Cup. A completare il suo percorso, numerose partite nel campionato ungherese e nella Coppa nazionale.
A coronare il momento positivo è arrivata in questi giorni una preconvocazione da parte del commissario tecnico Marco Rossi per i prossimi impegni dell’Ungheria, in programma a novembre. Un segnale chiaro della fiducia ritrovata anche a livello internazionale. Nagy, che con la maglia magiara ha già totalizzato 88 presenze e 2 gol, punta ora a tornare stabilmente nel gruppo dopo essere rimasto escluso nelle ultime chiamate.
La ritrovata brillantezza e la solidità mostrate nelle ultime settimane fanno di lui uno dei simboli della rinascita dello Spezia. Un giocatore che nonostante critiche, a volte anche feroci, ha mostrato grande determinazione, equilibrio e qualità come tratti distintivi del suo gioco. Se continuerà su questa strada, il centrocampista ungherese potrà non solo guidare le Aquile verso una risalita in classifica che al momento rimane deficitaria, ma anche riconquistare definitivamente la nazionale.erà il ritorno in Nazionale.
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